La teoria delle cinque A A A A A Sostenibilità

la teoria delle 5 a samantha de reviziis

Agricoltura — Artigianato — Abbigliamento — Ambiente — Alimentazione

Fare un passo indietro è doveroso. Prima della rivoluzione del sintetico, questi erano i pilastri fondamentali per la nutrizione e l’abbigliamento.

Ma partiamo dall’inizio: che cosa significa sostenibilità? L’avevo già spiegato in passato ma riporto quello che ho trovato interessante nel libro di Gianfranco Ciampi un genio della sostenibilità che mi è stato di ispirazione con cui sto lavorando.

“È sostenibile ciò che nasce da uno stato di equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie” così recita il Rapporto della Commissione mondiale Brundtland sull’ambiente e lo sviluppo pubblicato nel 1987.

La sostenibilità è un processo dinamico, un continuo divenire alla ricerca di un “equilibrio armonico” che richiama la necessità di coniugare le tre dimensioni fondanti dello sviluppo: Ambiente, Economia e Sociale.

Garantire la sostenibilità ambientale significa attuare la capacità di preservare nel tempo le funzioni dell’ambiente quale fornitore di beni, garantendone al contempo la tutela e il rinnovamento delle risorse.

Ma la tutela ambientale e anche della salute non possono prescindere dalla sostenibilità economica intesa come la capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione e reddito per le imprese, mantenendo all’interno dei territori il massimo del valore aggiunto, così da rendere economicamente sostenibili le stesse politiche di sostenibilità ambientale.

La sostenibilità ha aspetti concreti e deve essere guardata a 360 gradi, senza posizioni preconcette. Servono valutazioni tecnico scientifiche — più complete possibili.

Se amassimo l’ambiente, il pane — uno dei principali alimenti per la nutrizione dell’uomo — non dovrebbe mancare a nessuno. Purtroppo, i territori sono valutati in base a quanto petrolio possono fornirci e non per quanto possono offrire dal punto di vista alimentare. L’Etiopia ha 74, 3 Milioni di Ettari di terra adatta alla coltivazione di cui solo 18 sono utilizzati. Questa nazione — per la ricchezza d’acqua, per la fertilità della terra — potrebbe essere il granaio dell’Africa, in grado di sfamare tutta la popolazione di questo continente.

L’Africa ha importanti allevamenti di capre e di pecore, anzi, ci sono territori che vivono grazie alla presenza di questi animali. Purtroppo però sono afflitti da gravi carenze di acqua e foraggio, condizioni difficili che potrebbero essere superate se si arrivassero a sfruttare adeguatamente le risorse idriche non utilizzate.

Questo permetterebbe di presentarsi sui mercati con un numero notevole di pelli ovine e caprine di grandi quantità, che rappresentano la miglior difesa contro l’invasione dei prodotti sintetici.

Un passo indietro.

La regola delle cinque A  Agricoltura — Artigianato — Abbigliamento — Ambiente — Alimentazione permetterebbe alla moda di essere sostenibile.

ALIMENTAZIONE — AGRICOLTURA — ABBIGLIAMENTO — AMBIENTE

Alimentazione

Il cibo deve fungere anche da medicina, così come la moda dovrebbe fungere da balsamo per la nostra pelle.

Le capre per esempio si curano da sole perché in grado di scegliere le erbe migliori per la cura dei loro mali.

Da piccoli, se avevamo mal di pancia la nonna aveva il rimedio naturale. Oggi il rimedio naturale non funziona più perché i prodotti primari sono scadenti ed inquinati.

Ambiente

Madre Terra ci offre tutte le risorse per poter potenzialmente vivere all’infinito su questo meraviglioso pianeta, se solo questo venisse trattato con cura e rispetto.

La pastorizia è fondamentale: crea posti di lavoro, arricchisce interi paesi, fa ripartire l’economia interna e permette di trattare bene gli animali e non sprecare nulla dell’animale — ricordatevi che la nostra cultura ci insegna che dell’animale niente va sprecato ovvero mangiamo tutto, cervella, trippa, etc.. e da questi animali produciamo latte, formaggio, tutti alimenti essenziali per la nostra dieta.

È un dato certo che tantissimi giovani si stanno spostando dalle città alle campagne cercando di fare della pastorizia la propria attività principale.

Tornare alla pastorizia permetterebbe di non sprecare davvero nulla, non solo dal punto di vista alimentare ma permetterebbe di creare altri posti di lavoro nel mondo dell’abbigliamento e artigianato perché le pelli degli animali allevati verrebbero usate per ricavarne cuoio, pellicce e altre fibre tessili amiche dell’ambiente — biodegradabili. Non usarle sarebbe uno spreco infinito. Buttare via la pelle di questi animali che usiamo come alimento sarebbe un insulto al dono che ci ha dato madre natura.

Artigianato: quanti posti di lavoro si creerebbero se si potessero lavorare le pelli ricavate dalla pastorizia? Un lavoro nobile che ha arricchito il nostro paese e che ci ha reso famosi in tutto il mondo.

Abbigliamento: e se si gli artigiani lavorassero anche tutte le fibre naturali che possiamo ricavare dalla natura (sono infinite)? Come la Seta del Bisso, che proviene dalla barba di un mollusco che sembra fatto di madreperla e che arreda i nostri mari — la Pinna Nobilis (una testimonianza stupefacente di quante opportunità ci possa offrire la natura per creare lavoro e per esprimere tutte le nostre creatività manuali).

Utilizzando solo le risorse dell’ambiente, esso non solo non verrebbe contaminato, ma rimarrebbe un paradiso, così come madre natura ha voluto regalarci.

Step back.

pinna nobilis sostenibilita moda pellicceria

Foto di guardiavecchia.ne

Samantha De Reviziis

Avevo scritto questo articolo su Medium perchè non ero sicura che fosse di interesse anche a voi del settore pellicceria poi ho cambiato idea e l’ho pubblicato. Se volete leggere altri articoli sulla sostenibilità potete trovarli sula mia pagina Medium

Samantha De Reviziis

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