Snobby Sheep

La meraviglia dei materiali naturali e sostenibili di Snobby Sheep

Scrivo questo post seduta all’interno del Vigilius Mountain Resort, uno dei resort più belli del mondo e che ha vinto diversi premi proprio per la sua sostenibilità.

A proposito di sostenibilità, immagino che avrete già visto sul mio Instagram account che spesso indosso Snobby Sheep. Oggi mi piacerebbe raccontarvi un po’ meglio di questo brand e dei motivi per cui è diventato subito uno dei miei marchi preferiti.

Snobby Sheep usa principalmente materiali naturali come il cashmere, lino, la lana dello Yak, un animale preziosissimo e importantissimo per l’ambiente. Per me è importante valorizzare la materia utilizzata e la sostenibilità di una collezione super etica come la loro, ed è il mio consiglio anche per voi.

Le scelte consapevoli sono sempre le migliori, perché premiano sia voi (fare “la scelta giusta” non è bellissimo? A me fa sentire sempre davvero bene!), che il lavoro delle meravigliose aziende che si impegnano a lavorare in maniera etica. E soprattutto sono le scelte migliori per la salute e la longevità dell’ambiente che ci circonda e in cui viviamo immersi. L’ambiente, un alleato così prezioso ma anche così delicato, che va protetto da tutti! Sia da parte dei produttori che dei consumatori.

Amo Snobby Sheep perché è un brand sostenibile che concentra la sua mission e il suo modo di fare moda su concetti come “creatività italiana”, “valore del fare” e, appunto, sostenibilità. È un’azienda italiana che ha deciso di dedicarsi alla ricerca di filati di qualità andandoli a selezionare direttamente nella loro terra di origine, e questo li rende in grado di raggiungere standard qualitativi elevatissimi.

In più, è un’azienda che sostiene valori etici ed ecologici che troppo spesso vengono dimenticati da chi ha come unico interesse produrre produrre produrre, senza pensare a come valorizzare al meglio (rispettandole) le risorse a disposizione e, infine, anche il consumatore finale. Che ha diritto di sapere in che modo e con quali materiali viene realizzato ciò che indossa, così come dovrebbe avere il diritto e la possibilità di scegliere di indossare cose non solo belle ma anche “buone”.

Quando si fa moda, scegliere di usare materiali sostenibili purtroppo non è una mossa scontata. Anzi, a volte può sembrare addirittura coraggiosa, specie in un contesto in cui tanti (anche colossi mondiali) vanno in direzione opposta. Per questo è importante conoscere e, se possibile, sostenere chi lo fa.

A me piacerebbe molto indossare esclusivamente brand sostenibili, ma purtroppo non ce ne sono molti.

Quando si sceglie e si vuole essere coerenti con se stessi, con le proprie idee e con i propri valori (che nel mio caso sono sia valori personali che professionali) spesso e volentieri è un compito che il mondo della moda rende molto difficile.

Per fortuna esistono brand come Snobby Sheep, che per me è stata una grande scoperta.

Amo molto la stagione invernale, pur con le sue mille sfide apparentemente scomode e anche un po’ “antipatiche”, come il freddo, il vento, la neve. Ma lo amo proprio per questo: perché mi consente di esprimere al massimo la mia creatività quando si tratta di realizzare i miei outfit – per uscire per conto mio oppure per affrontare impegni di lavoro. Però per riuscirci ho bisogno di poter contare sugli alleati giusti.

La mia ricerca di brand etici e sostenibili non si ferma mai.

Quando ne incontro uno, non posso fare a meno di provarlo sulla mia pelle, di scoprirne la storia e il modo in cui i capi vengono realizzati.

Ora ho trovato questo bellissimo brand, che realizza meravigliose maglie in lana di Yak, che ho imparato ad amare e che in assoluto i loro capi che preferisco.

Ed ecco qui sotto delle foto con una maglia di Snobby Sheep tutta biodegradabile scattate a Doha.

Samantha De Reviziis

pelliccia Christian Ghielmetti, maglia Snobby Sheep

Foto Matteo Volta

 

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