Revilo Pellicce l’intervista

Revilo Pellicce a Milano il laboratorio di Haute Fourrure tradotto Alta Pellicceria l’intervista

Intervista a Oliviero Barbieri fondatore di Revilo Pellicce. Più che un’intervista è una chiacchierata molto interessante. 

Vi consiglio di leggere questo testo se

  • desiderate entrare nel mondo della pellicceria
  • state cercando uno tra i migliori laboratori di pellicceria al quale far produrre un campionario “impossibile”
  • volete una pelliccia su misura 
  • volete trasformare una vostra vecchia pelliccia in qualcosa di favoloso 
  • e se non ve ne frega niente troverete comunque concetti interessanti 

Revilo Pellicce: iniziamo!

Come sei entrato nel mondo della pellicceria?

Ci sono entrato perché ho voluto entrarci! Da ragazzino lavoravo in un bar in Via Pattari e portavo il caffè su negli uffici… sai, le case discografiche che c’erano in Galleria del Corso e anche in una pellicceria in Piazzetta Pattari.

Si parla del?

si parla del 1965/1966, portavo il caffè in questa pellicceria, dove ogni volta mi fermavo ad osservare. Da una parte avevo il proprietario del bar che mi rimproverava per le perdite di tempo, mentre dall’altra il direttore della pellicceria che vedendomi affascinato da quel mondo mi propose di fare l’apprendista. Decisi di parlarne con mia madre perché allora di mance ne prendevo tante: d’estate portavo a casa anche 80/90 mila lire al mese che per un ragazzino erano tanti e in casa servivano i soldi, ma io volevo cambiare radicalmente perché ero troppo attratto da questo lavoro. Avrei guadagnato 20 mila lire al mese (cinque mila a settimana),

ma i miei genitori vedendomi così determinato dissero soltanto “se ti piace fallo” e da li ho cominciato e sono ancora affascinato da questo mondo. Il mondo dell’arte della pellicceria.

Ma nella pellicceria cosa facevi? Lavoravi le pelli? Cioè era una pellicceria di quelle di una volta dove c’era il laboratorio…o ti occupavi della vendita delle pellicce?

No, no, come ragazzino venivo spostato a seconda delle necessità dal reparto modellistica dove aiutavo a preparare i modelli, al reparto taglio, dove aiutavo ad inchiodare le pelli. Il lavoro in questo campo era stagionale, nella primavera estate ci si doveva occupare della preparazione per l’inverno successivo. Per fare ciò mi spostavano da un reparto all’altro e quando arrivavo nel reparto modellistica io diventavo matto... mi piaceva molto disegnare e lì mi divertivo veramente. In più c’era una lavorante che mi voleva bene e che mi ha insegnato tante cose.

Successivamente questo direttore che mi aveva fatto entrare in pellicceria aprì un laboratorio in Galleria del Corso e mi tenne a lavorare con lui. Era una persona fantastica: è stato il mio maestro e mi ha insegnato tutto sulla pellicceria ma era fuori dal mondo… oggi direbbero “fuori come un balcone” perché quando vedeva una donna impazziva e spariva per giorni e giorni dal laboratorio nel quale oltre a lui come tagliatore c’erano una macchinista, una montatrice ed io. I negozi che richiedevano la sua opera erano a Piacenza e anche a Milano. La cliente andava in negozio, ordinava una pelliccia e quindi bisognava recarsi sul posto, prendere le misure, scegliere le pelli, io lo seguivo sempre. Purtroppo conoscere nuove clienti per lui significava anche nuovi amori e automaticamente nuove sparizioni dal laboratorio. Fortunatamente le collaboratrici erano molto professionali ed hanno iniziato a darmi delle responsabilità:

“Allora, vai tu a Piacenza”

“Vai a prendere le misure

“Fai le prove”

“Ma io no so da dove cominciare”

“Ti facciamo vedere noi”

Detto fatto, mi insegnarono come prendere le misure, come provare, tieni conto che io avevo 16 anni, mi suggerirono come correggere eventuali difetti e di memorizzare tutto che poi l’avremmo visto insieme al mio rientro.

e questa è stata la più grande scuola.

E poi a quei tempi non c’era neppure il cellulare che ti avrebbe aiutato a far vedere la pelliccia in laboratorio… Come facevi?

Ma no, no! Che cellulare! Io partivo dalla stazione centrale qui a Milano andavo a Piacenza, dove veniva a prendermi la titolare della boutique. Prendevo le misure per le  nuove pellicce da fare.. allora c’erano tante pellicce di castoro e tante marmotte … mettevo tutto nel borsone, mi riaccompagnavano in stazione, una volta sul treno, armato di carta e penna mi annotavo tutto e quando il mattino dopo tornavo in laboratorio, ricominciavo. Un sogno.

Poi ho dovuto fare il militare…

Quindi hai dovuto interrompere?

Secondo mio padre, avrebbero dovuto esonerarmi dalla leva perché lui era invalido di guerra. Invece alla visita per il servizio militare, risultai abile e sarei dovuto partire ad ottobre. A quei tempi la ferma era di quindici mesi, allora pensai: “qui se non faccio qualcosa mi gioco due stagioni di lavoro”. Sono andato negli uffici del distretto e sono riuscito a partire nell’estate riuscendo in tal modo a perdere un solo inverno di lavoro.

E al tuo ritorno?

Al ritorno scoprii che il mio maestro aveva chiuso, per cui ho lavorato per altre pelliccerie, tra le quali Schettini. Successivamente

la voglia di fare, mi ha portato ad aprire il mio primo laboratorio di pellicceria in Via Palestrina a Milano.

Quindi da giovane! Che bravo! Che anni erano?

Sì, erano i primi anni ‘70 quando ho aperto. Le cose sono andate tra alti e bassi, il lavoro era un po’ altalenante però ho continuato ad andare avanti. A questo punto della mia vita ho incontrato quella che è poi diventata mia moglie, una persona che mi ha aiutato molto e mi ha spronato a fare qualcosa in più. Abbiamo preso un laboratorio di pellicceria più vicino all’abitazione, anche perché avevamo un ragazzino e lei doveva dividersi tra casa e lavoro.

Il ragazzino Riccardo Barbieri che ora è qui con noi e che lavora al tuo fianco! Perché tua moglie lavorava con te?

Si lavorava con me. Inizialmente lei aveva un negozio di parrucchiera ma quando è nato Riccardo, ha deciso di venire a lavorare con me. Anche se devo confessare che non sono per le donne di famiglia in laboratorio. Piano piano abbiamo iniziato a cercare cose nuove..

è il fascino di questo lavoro cercare sempre di scoprire cose nuove perché il lavoro ti deve dare gioia, felicità…

 se non hai questi stimoli meglio che stai a casa a dormire sotto le coperte.

La penso allo stesso modo.. Ma come sei riuscito a lavorare con i grandi Brand della moda per esempio con Valentino?

Negli anni scorsi lavoravo con Angelo Danzi non so se l’hai conosciuto

Si l’ho sentito

Ecco, con lui abbiamo lavorato tanti anni insieme e abbiamo fatto delle cose meravigliose, poi lui ha cessato. Io ho avuto un po’ di difficoltà perché pur avendo anche clienti miei lavoravo soprattuto per lui. Mi misi in contatto con i Castiglioni, i quali mi chiesero se ero il Barbieri che collaborava con Danzi. Alla mia risposta affermativa, mi dissero che avrei potuto lavorare con loro dall’indomani. Da quel momento abbiamo cominciato a collaborare in maniera intensa, producendo capi per i migliori Brand per poi dedicarci quasi esclusivamente a Valentino.

Fate lavorazioni pazzesche mi racconti la prima?

I primi intarsi in pelliccia sono stati “i manti impossibili” di Valentino, tipi diversi di pelo che rendevano la pelliccia tridimensionale.

Negli anni la difficoltà è sempre aumentata, arrivando a intarsiare riproduzioni di fiori, farfalle, animali…

Sicuramente i miei followers vorranno farti questa domanda. Quali sono le tue lavorazioni preferite e con quali tipi di pelle?

Nessuna preferenza in particolare. Mi piacciono tutte. Non mi piacciono i visoni maschi, mentre adoro quelli femmina per la leggerezza.

Ti piace di più lavorare la volpe, il cincilla, o il visone?

Il visone sicuramente è la pelle che si presta a tutte le lavorazioni, puoi farci di tutto. Le altre pelli ti limitano nella creazione.

Ai giovani che vogliono entrare a lavorare nel campo della pellicceria che messaggio manderesti? Quali sono i tuoi consigli. Perché, per esempio, adesso c’è un’università finlandese che è l’unica al mondo, un’università di scienze applicate che ti dà la possibilità di ottenere la laurea in scienze applicate proprio della pellicceria. E’appena nata, e pochi mesi fa l’ho promossa proprio sul mio blog welovefur.com. Loro hanno ricevuto poche iscrizioni perché i giovani sono pochi e magari dicono che la scuola è cara e non li prepara al mondo del lavoro. Quali sono i consigli che tu daresti a un giovane che vuole entrare nel mondo della pellicceria?

Se partono dal presupposto che devono guadagnare subito, non entreranno mai!  Devono entrare nel mondo della pellicceria come in altre professioni artigianali, per il piacere di fare un mestiere estremamente fantasioso e stimolante. Se uno ha fantasia questo è il suo mondo.

Ma tu pensi che il mondo della pellicceria finirà?

Ma guarda, finché ci sono le donne non credo che il mondo della pellicceria finirà mai.

Questa è la risposta più bella che ho sentito!

Come fai a immaginare una donna senza pelliccia?

La donna è talmente bella, talmente affascinante che non puo’ non indossare una pelliccia.

Sto male quando vado in giro e vedo tutte con lo stesso abbigliamento!  

Ci sono donne che hanno ancora una carica di femminilità, che si sanno vestire nel modo giusto al momento giusto. La donna è una creatura bellissima, è progresso: la maggior parte delle cose che fa l’uomo, come cambiare la macchina, vestirsi bene, le fa perché c’è la donna … ci sono esseri come te.

Grazie che bel complimento! =)

E’ la verità! infatti lavorare per la donna credo che sia la più bella cosa del mondo…

Grazie, grazie mille è un bellissimo complimento (sono arrossita)

Sì perché è così.. sono queste le cose più belle 

Quando arrivano clienti con vecchie pellicce ereditate dalla nonna piuttosto che dalla suocera o dalla mamma.. magari pellicce che stanno nell’armadio da anni, per me è un piacere trasformargliele.

Volevo sapere una cosa da tuo figlio Riccardo. Tu quando sei entrato a lavorare qui dentro col tuo papa?

Ufficialmente ho cominciato nel 2007 

Prima cosa facevi?

Prima lo aiutavo perché comunque sono nato nella pellicceria anch’io però sai … il lavoro del padre… vedi gli enormi sacrifici che fa, le difficoltà, quindi cerchi sempre di fare qualcosa di diverso….

Ho fatto l’agente immobiliare, poi l’assistente di volo per due anni, fino a quando la compagnia aerea non è fallita, facendomi tornare a lavorare in pellicceria da papà

e tu eri contento?

sì sii.. l’ho spinto a entrare …..

Anche perché avevo bisogno di un aiuto. Da solo era diventato difficile seguire tutto. Con il suo ingresso ho potuto dedicarmi un po’ di più a mia moglie, che avevo trascurato.

Ma adesso ce l’hai anche tu come passione la pellicceria? Di che cosa ti occupi esattamente?

Si certo, siamo praticamente speculari e complementari.

Quando è nata l’idea di fare una vostra collezione di pellicce?

L’idea di lanciarci in questo nuovo progetto è nata l’anno scorso, anzi, due anni fa. C’era l’esigenza di voler esprimere qualcosa di nuovo… di voler tornare a creare per me, cosi dopo essermi consultato con mia moglie e mio figlio abbiamo deciso di fare una nostra linea.

Ai miei follower che cosa racconto? Che adesso state lanciando la capsule collection?

si esatto! Una collezione di pezzi unici ricchi di lavorazioni particolari oserei dire fantastici!

Una collezione di pellicce piena di colori che rappresentano la vostra creatività. L’ispirazione? Perché io dovrò dare un’anteprima ai miei follower… Dai datemi un’anteprima…

Non possiamo, ci spiace!

Ah ok. sarà una cosa speciale!

Si, quello che ti possiamo dire è che sarà di una leggerezza fantastica..

L’evento/presentazione  sarà a settembre-ottobre, vicino alla settimana della moda.

Io sono dell’idea che si può fare tutto nella pellicceria..

la parte più stimolante del mio lavoro, non è produrre grandi Brand, ma rifare le pellicce delle mie clienti, trasformando il modello, tingendole in altri colori, o intarsiandole rendendole moderne. Un punto di simpatico scontro con le clienti riguarda i colli, perché a me non piacciono, piuttosto propongo una sciarpa! Ma il collo NO!

Ma scusa, queste saranno anche pellicce con cuoio rovinato e quindi non utilizzabile allora cosa fai?

Sono ben poche quelle che non posso lavorare se è tenuta bene posso farlo, altrimenti consiglio alla cliente di lasciarla cosi com’è.

E’ una bella sensazione, l’estate successiva vedere la cliente che ti riporta la pelliccia rimessa a modello per la custodia, dicendo che l’ha indossata tantissimo.

Non faccio i colli, tutto il resto si! 🙂

Grazie per questa bellissima intervista siete due persone speciali.

Qui sotto i contatti di Revilo Pellicce

Via Gianfranco Zuretti 52 Milano 

Numero di telefono 02 669 7537

Mail revilo.milano@gmail.com

Instagram @revilo.pellicce

Samantha

PS1: Oliviero e Riccardo amano usare Instagram e preferiscono essere contattati al telefono o direttamente sul social network! Seguiteli su Instagram @revilo.pellicce perchè pubblicheranno delle anteprime su lavorazioni in pelliccia molto particolari =)

PS2: questa intervista è lunga ma meritava la giusta attenzione data la storia e il messaggio che padre e figlio trasmettono. Se dovessi descriverli in due parole sono in assoluto persone appassionate, affidabili, sincere, oneste e di valore okey ne ho detto troppe…. non ho parole per descriverli. SONO UNICI! Beati i brand e le donne che si affideranno a loro.

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