PETA contro Kanye West. Il diavolo veste la pelliccia ?

Kanye-West_pelliccia

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PETA, l’organizzazione in favore del trattamento etico degli animali fondata nel 1980, insorge contro

Kanye West, musicista rapper, regista e fashion designer. Prevedibile che lo sfondo della battaglia fosse la passerella.

[I precedenti] La caccia ai visoni.

Fra le due parti non sono mai mancate le occasioni di polemica: nel 2009, ad esempio, Pink , reginetta del pop e sostenitrice PETA ha apertamente criticato Kanye per la sua passione verso le pellicce e le pelli, materiali anche molto usati nelle collezioni che portano il suo nome.

Poi nel gennaio del 2010, Kanye con la fidanzata Amber Rose si sono presentati alla Fashion Week di Parigi indossando sgargianti pellicce lunghe, provocando così una forte reazione negativa del vicepresidente PETA Dan Mathews, il quale ha dichiarato–

Kanye non può fare a meno di sembrare un idiota, sia in uno show di premiazione che in una sfilata di moda… Lui e la sua fidanzata sembrano patetiche creature provenienti da uno squallido zoo lungo la strada.”

Ma nessuna delle polemiche a riguardo ha cambiato l’opinione dei fans del musicista statunitense né ha messo fine alla diatriba.

[L’accusa] Provocative (m)ink.

Lo scorso 5 aprile viene pubblicata la pietra dello scandalo. Il singolo “Theraflu” (titolo recentemente sostituito con “Way too cold”), estratto dall’ultimo album di Kanye, scalda gli animi e divide l’opinione pubblica.

“Tell PETA my mink is draggin’ on the floor…” – questa la provocazione lanciata dal rapper attraverso il testo della canzone, e subito si scatenano le critiche.

Qualcuno ha rumoreggiato ad un caso di fraintendimento, secondo la quale Kanye stesse metaforicamente riferendosi non ad una pelliccia ma ad una conquista di tipo amoroso che porta il nome di Kim Kardashian; altri hanno ritenuto il caso una provocazione gratuita.

PETA, sorpresa e indignata ha così pubblicamente contro-risposto: “Quella che si sta trascinando sul pavimento è la reputazione di Kanye, un uomo con nessuna empatia verso gli animali o gli esseri umani.

È un grande musicista, ma non sembra avere alcun gusto per disegnare niente che non siano costumi da uomo delle caverne. Continuiamo a sperare che un giorno ritrovi il suo cuore e si unisca a icone di stile evolute come Russell Simmons, Pink e Natalie Portman, che hanno abbandonato le pelli animali.”

La questione è delicata: “ la preda a cui si mira è sempre la più esposta”. Strano come queste stesse dinamiche valgano per la caccia ai visoni come per la caccia alle streghe.

[Indizi di reato ] Chi è senza peccato scagli la prima pelliccia.

Kanye West è noto per i suoi successi discografici quanto per il suo grande ego ed il suo incontenibile carisma molto spesso ai limiti, non è l’idolo degli ambientalisti e non è di certo l’unico né il primo, forse uno dei più provocatori.

PETA, come controparte, si batte contro l’ allevamento di animali da pelliccia, la vivisezione , l’uso di animali nell’industria dello spettacolo, la pesca, la pratica della disinfestazione (dei ratti, ad esempio) e in favore del veganismo e vegetarianismo, ma non solo. E’ spesso balzata alle cronache per le lotte contro Mc Donald’s e Burger King o contro il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti; ha sostenuto una causa per la liberazione di una coppia di scimmie affetta da AIDS sostenendo che il pericolo che queste costituivano per la popolazione umana locale non implicava il diritto di tenerle imprigionate; E’stata spesso accusata di aver finanziato gruppi eco terroristici;

Le sue campagne sui mass media sono spesso ritenute immorali per la presenza di personaggi, più o meno noti, seminudi, oppure ritenute aggressive verso un pubblico vulnerabile, come il caso della campagna inglese contro i prodotti derivati dal latte, indicati dal PETA come causa di acne ed obesità.

[La sentenza] Una colpa di nome Crudelia Demon.

L’eterna controversia: la caccia alla volpe contro la caccia alle colpe, …o al colpevole.

Il gioco delle accuse (reciproche) non è più una novità,… ma non è solo un gioco, è un labirinto chiuso. E’ certo che l’argomento in discussione non sia destinato a risolversi, né per Kanye o la controparte, né per tutti coloro che acquistano, indossano, adorano i capi in pelle e le pellicce… perché il crimine di cui parliamo è la scelta.

Scegliere è una questione di etica, di morale, di criterio personale che nessuno può decidere al nostro posto. Ciascuno può scegliere di perseverare sulle proprie idee oppure scegliere di puntare il dito.

 

C’era una volta un crimine chiamato Moda,… se è così, vostro onore, mi dichiaro colpevole.

Valentina Forzese

www.kanyewest.com

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