L’UOMO IN PELLICCIA

l'uomo in pelliccia
Ciao gente. Sono la nonna di Lady Fur. Ho 77 anni ma non li dimostro. Ho viaggiato abbastanza in passato e mi dispiace di non poterlo più fare data l’età
 Ho lavorato  per tanti anni presso il Centro di Produzione Radiofonico della TV di Stato occupandomi sempre e soltanto di spettacolo. Forse l’ambiente o più  probabilmente i geni natali per parte di padre  ( faceva parte di una famiglia di sette fratelli uno più originale dell’altro) hanno contribuito a farmi prendere la vita con filosofia affrontandola serenamente sempre  anche in circostanze poco piacevoli.

Sono  una blogger, forse fra le più anziane del WEB e mi diverto a pubblicare qualche pagina che racconta episodi del passato o fatti che mi   accadono nel quotidiano.
Lady Fur mi ha insegnato l’ABC dell’informatica e mi ha pregata di coadiuvarla, di tanto in tanto, scrivendo quel che mi passa per la testa.  Mi è sempre piaciuto scrivere e quindi son ben  lieta di dare una mano alla mia indomita nipote che, coraggiosamente si sta avventurando in questo mondo così affascinante e misterioso.
Ecco dunque,  per iniziare, il racconto di ciò che mi è accaduto  tanti e tanti anni fa……
Avevo venticinque anni. Ero graziosa e, a detta di molti,  sapevo adattarmi ad ogni situazione per cui la mia compagnia era piuttosto richiesta.
Nell’ambiente maschile l’elemento che attirava di più la nostra attenzione era sicuramente quello “tecnico” . Se poi oltre ad essere il capo di una squadra esterna (quelli cioè che a bordo di un’attrezzata si recavano ovunque per le riprese televisive fuori sede,) l’elemento di cui si parla era anche al secondo o al terzo posto della classifica dei “belli” del momento, si può immaginare la mia gioia, quando, incontrandomi casualmente alla macchinetta del caffè, il soggetto in questione mi chiese se ero interessata a vedere con lui un determinato film.
Tralascio i particolari della preparazione  sia della mise da indossare che del trucco da adottare e, come Dio volle mi presentai all’appuntamento.
Ero perfettamente conscia del fatto che ero riuscita ad attrarre l’attenzione di un maschietto piuttosto richiesto nell’ambiente, ed essendo in pieno inverno avevo indossato un bellissimo cappotto di lana cammello, con tanto di cappellino di visone,  abbinandolo a due deliziose bestioline della stessa razza elegantemente annodate a mo’ di sciarpa.
Vi lascio immaginare il mio stupore quando vidi apparire l’oggetto dei miei temporanei desideri fasciato in un delizioso cappottino di astrakan nero! Ai giorni nostri un uomo in pelliccia non colpisce più di tanto, ma alla fine degli anni cinquanta, il ritrovarsi accanto un bellissimo ragazzo vestito come un modello di Vogue mi lascìò letteralmente senza fiato. Quando poi,  al termine della serata, dopo l’abbraccio di congedo, mi accorsi che il mio pelo di cammello era trasmigrato sulla sua nera pelliccia maculandola con deliziosi ciuffetti quasi bianchi, il fiato perso lo ritrovai di colpo, cosa che mi permise di correre via senza voltarmi indietro con uno scatto degno di una centometrista.
Baci Nonna

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