Geoffrey Mac. Il futuro della moda nelle mani dello statunitense avanguardista

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Enorme il successo delle prime due collezioni presentate a New York

Irriverente, a volte oltraggioso, unico. E’ Geoffrey Mac, stilista emergente e artista visionario. Appena diplomato, frequenta lo School of the Art Institute di Chicago dove si perfeziona. “In principio fu il lattice!”, potremmo dire. Plasmato, modellato, trasformato… E’ lui a reinventare l’inusuale materiale creando delle linee audaci che non lasciano indifferenti: è la fine degli anni ’90. Riesce a conquistare numerosi premi e diventa il designer esclusivo del Stir it Updel Chicago Museum of Contemporary Art. A cavallo del nuovo millennio è Patricia Field – storica stylist della cult-series Sex and the City– a notare la sua spregiudicata creatività. Gli commissiona un grosso ordine per il suo negozio di New York: per Geoffrey Mac è la svolta! Si guadagna le copertine di Skin Two nel 2002 vince l’agognato Distinction in Design. Oggi, a soli 26 anni, lo statunitense più avanguardista della Moda ha una Maison propria e si avvale dell’aiuto di dieci fidatissimi collaboratori: <<Spero, un giorno, di poter offrire maggiori opportunità lavorative all’interno del circuito legato al fashion-system>>, ha dichiarato e, non v’è dubbio alcuno, che il sogno possa in breve tempo diventare realtà grazie al sostegno della MAO P.R(l’Agenzia Centrale per le Relazioni Pubbliche di Moda) che da sempre crede e investe nei giovani talenti …

Lady Gaga, Lil Kim, Britney Spears. Tutte hanno voluto, desiderato e chiesto un abito firmato Geoffrey Mac. Lo stile futuristico, le linee pulite eppure sorprendentemente contemporanee, l’unicità dei capi, rendono ogni sua creazione un’autentica opera d’arte. Arte figurativa, come spesso lui ama definire i capolavori che crea, da guardare e da indossare. Bizzarro sì, eccentrico anche. Mai banale! Grande successo ha riscosso la collezione Primavera/Estate 2012. Di ispirazione, le mitiche pop-stars degli anni ’80: eroine temerarie d’infanzia del giovane Geoffrey Mac. Da Madonna a Cindy Lauper: retrò certo ma che grinta! <<Sono tuttora attratto dalle immagini di quelle dive che comunque oggi hanno uno stile molto più attenuato>>, ha riferito Mac in una recente intervista a Style Wylde<<Sono sempre stato attratto dai look più scottanti e ho sempre apprezzato coloro che non hanno paura di esprimerese stessi>>. I suoi sono pezzi audaci e anticonformisti: un autentico tornado di energia nuova e sorprendente. Nella sua collezione pret-à-porter tutto è sopra le righe, quasi eccessivo, ma nulla è casuale. Vastissima la gamma dei colori. Originale l’uso dei materiali. Teschi e pietre turchesi. Frange fluorescenti e piume. Ogni cosa è armoniosamente in equilibrio. Sfilano gonne verdi fatte con parrucche, elaborate scollature in pieno stile new-flappers, bustini che sottolineano le curve naturali del corpo femminile: incredibile!

Capelli anni ’50 – forse un omaggio alla compianta Amy Winehouse – linee geometriche, giochi di colori. Per l’Autunno/Inverno 2012 Geoffrey Mac si spinge ancora oltre e fa nuovamente centro. Nero, giallo, beige, fucsia, verde acqua. Mini-dress si alternano a giacche strutturate. I pantaloni si contrappongono alle fascianti gonne a vita alta. I tacchi sono altissimi. La collezione – presentata durante la settimana della moda newyorkese – ha messo scompiglio tra gli addetti ai lavori e destato la curiosità delle più accanite fashion-addicted già pronte ad aggiudicarsi il pezzo migliore!

La Moda è dunque nelle mani dei più giovani? Geoffrey Mac ne è l’esempio: cosa ci riserverà per il futuro?

Luca Imbimbo

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